
Free International Artists
Istituto Fernando Santi Napoli
Università degli Studi di Napoli “Parthenope”
Universidad Tecnologica Tula–Tepeji, Hidalgo-México
Universidad Autonoma Metropolitana - Ciudad de México
Sistema de Transporte Colectivo - Ciudad de México
"...INFINITO NAPOLETANO..."
(con l’apertura dei balconi sulla meravigliosa immensità del golfo di Napoli)
by Enzo Marino
Valentina Salvio - attrice
Viviana Causa - chitarra classica
Roberta Iacoletti - coordinamento
sabato 25 e domenica 26 marzo 2006 alle ore 11:00

“…Scendere da via Petrarca verso Posillipo, per raggiungere Villa Doria d’Angri, fu per me un cammino lento e pieno di riflessioni sull’intensa mattinata, che ormai volevo lasciare alle spalle. Lungo il percorso davo uno sguardo distratto alla grigia rampa scoscesa e a quel verde che, là dove poteva, mascherava il cemento di contenimento e senza volerlo, a chiazze, impediva all’ occhio di spaziare.
Tutto conciliava i miei grevi pensieri ed io ormai ero pentito di essere lì proprio quel giorno.
Non conoscevo ancora la villa dei Doria e la curiosità destatami dalle descrizioni di Mariano era l’unico elemento che mi sosteneva in quella visita.

Villa Doria vista dal lato di sopra non riesce ad esprimere tutta la sua bellezza ma suscita le prime emozioni già dall’atrio che con i suoi tempietti laterali sembra che ti accolga tra le braccia di dionisiache vestali con promesse di futuri grandi amori.
Accoglienza piacevole che si dissolve nel “salone Wagner “ luogo intriso di antica stabilità e dello sfarzo di una nobiltà stantia che cercava di rigenerarsi nell’ameno.
Luogo pregno di vita vissuta, forse scrigno di una tragedia, certamente polla d’arte. Ambiente concettualmente complesso e pieno da dare la sensazione di avere il vuoto attorno e oltre di sé. Le tre grandi imposte disegnate sulla parete sono lì tanto per fare scena e comunque un loro sbocco non potrebbe essere che sull’ignoto.
L’innata curiosità del ricercatore mi spinse ad aprire lo scuretto dopo la vetrata e subito la calda luce di pieno giorno mi abbacinò.
Adeguai l’occhio e, magicamente, non il vuoto ma il meraviglioso Infinito mi comparve davanti.
Villa Doria in tutto il suo superbo splendore si dava alla sua Napoli, mentre Napoli abbracciava il suo Mediterraneo e insieme si proiettavano verso la loro iridescente Immensità.
Frastornato mi proiettai anch’io con esse, abbandonai le tinte rintronanti della città e m’inzuppai di quella aria fatta di puro giallo sulfureo. Mi tuffai ancora nei blu marino e poi, volteggiando, mi feci trasportare su nel profondo azzurro dell’Etere dalle profumate folate prochitane.
Poi, oltre, fino a luoghi lontani e mai gustati. Danzai al ritmo del vento di terra, percorsi distanze a passo di Masai, declamai poesie del mundo náhuatl, mi tinsi la faccia di terra bianca, recitai nei corpi femminei di Li Yu.
Mi ritrovai così a volteggiare e a giocare nei meandri della psiche, a suonare con scassati strumenti iridescenti e a dipingere con sporche tavolozze sonore.
Era ricomparsa la mia “dolce pazzia” che mi fece sognare le Folate Iridescenti, qui nella superba cornice di Villa Doria d’Angri ...“




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